|
|
|
Il mondo è più avanzato
Lockheed Lounge del designer australiano Marc Newson stabilisce un nuovo record
|
|
|
|
|
|
Cresce l’interesse per il mercato del design da investimento, oggetti che sono diventati icone intramontabili. L’attenzione verso questi lavori è un fenomeno globale e i dati presentati da Arttactic parlano di una crescita delle aste dedicate al design del 60%, per un fatturato totale di 208 milioni di euro.
Le grandi case d’asta dedicano vendite monotematiche a questi capolavori e i risultati riescono a fare invidia alle più blasonate aste di pittura. Il record storico è del 2009 quando la collezione di oggetti di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé organizzata da Christie’s superò i 59 milioni di euro di fatturato.Tra i top lot il Bar “YSL” del 1965 firmato Francois-Xavier Lalanne, partito da una stima di 300 mila euro e aggiudicato per oltre 2,7 milioni di euro. Del rapporto tra design, investimento e potenziale esprimibile dal made in Italy sul settore, abbiamo parlato con Roberto Ferrari ex direttore generale di CheBanca! e chief digital and innovation officer di Mediobanca. Figura di riferimento nel mondo fintech, ha deciso di lanciare DesignItaly.com con l’obiettivo di liberare il potenziale del design italiano nel mondo. “Il mercato del design è in fase di rapida ascesa. I prodotti italiani sono tornati prepotentemente di moda, forse perché hanno iniziato a ibridizzarsi con la domanda internazionale del lusso, alimentata a sua volta dalla crescita planetaria degli hnwi (high net worth indivuduals) in grado di spendere e apprezzare prodotti di qualità. In questo contesto il design italiano del ventesimo secolo, offre un’esplosione di creatività e soluzioni sconnesse tra loro, frutto di diversi percorsi concettuali, estetici e funzionali che continua a produrre una ricchezza di offerta unica. Al contrario altre scuole come quella Scandinava o Giapponese hanno concentrato le produzioni su uno stile dominante. Infine, lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e di vendita digital sta funzionando da potente cassa di risonanza. Solo in Europa, per dare un numero, esistono 60 milioni circa di digital affluent ossia persone con un determinato tenore di vita che hanno dimestichezza con il web. Nei prossimi anni si stima che ci saranno altre 174 milioni di persone dei Paesi emergenti che saranno attratte dal bello e ben fatto”. |
|