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Energia rinnovabile: un'industria in rapida crescita?
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Sotto molti aspetti, i mercati delle energie rinnovabili sembrano prosperare. Ad esempio, lo scorso anno il 61% della capacità elettrica totale era costituito da tecnologie rinnovabili, in forte aumento dal 23% di un decennio fa e ben al di sopra dei 70 GW di capacità produttiva netta di combustibili fossili nel 2017. Le aspettative per il futuro indicano che i combustibili fossili saranno in acqua cattiva per qualche tempo. Infatti, gli analisti di Bloomberg prevedono che in un futuro non troppo lontano, l’energia eolica e solare rappresenteranno circa il 48% della capacità installata e ammonterà al 34% della produzione totale di elettricità, un enorme balzo in avanti rispetto alla situazione attuale.



Eppure, dall’inizio del 2016, la quantità di denaro investita nelle energie rinnovabili a livello globale è diminuita, una cifra che sembra andare in controtendenza se consideriamo la solida crescita del settore e i piani per il futuro. Quali sono, allora, le cause di questo calo degli investimenti? Stranamente, questo è dovuto a un elemento dietro al boom: un drastico calo dei costi. Dopo la crisi finanziaria, molti, compresi noi, sono rimasti stupiti dal ritmo con cui l’energia eolica e solare sono diventati competitivi in termini di costi. Il 27/6/2018 gli ambasciatori dell’UE hanno "sigillato" l’accordo interinale raggiunto dal Consiglio dell’UE con il Parlamento sulla proposta di direttiva sulle energie rinnovabili, senza incentivi per l’energia derivante dall’incenerimento dei rifiuti.

L’approvazione apre la strada all’approvazione finale e formale della disposizione (il Parlamento voterà nell’ottobre 2018, immediatamente dopo il voto formale del Consiglio) che sostituirà la direttiva "storica" 2009/28 / CE sulla promozione dell’energia da risorse rinnovabili. Viene confermato l’obiettivo obbligatorio del 32% di energia da fonti rinnovabili al 2030. I programmi di sostegno all’energia rinnovabile che devono essere garantiti aperti, trasparenti, competitivi, non discriminatori ed efficienti in termini di costi sono riprogettati. Il 27/6/2018 gli ambasciatori dell’UE hanno "sigillato" l’accordo interinale raggiunto dal Consiglio dell’UE con il Parlamento sulla proposta di direttiva sulle energie rinnovabili, senza incentivi per l’energia derivante dall’incenerimento dei rifiuti.

L’approvazione apre la strada all’approvazione finale e formale della disposizione (il Parlamento voterà nell’ottobre 2018, immediatamente dopo il voto formale del Consiglio) che sostituirà la direttiva "storica" 2009/28 / CE sulla promozione dell’energia da risorse rinnovabili. Viene confermato l’obiettivo obbligatorio del 32% di energia da fonti rinnovabili al 2030. I programmi di sostegno all’energia rinnovabile che devono essere garantiti aperti, trasparenti, competitivi, non discriminatori ed efficienti in termini di costi sono riprogettati.

I regimi di sostegno all’energia rinnovabile dovrebbero essere concepiti tenendo debitamente conto della gerarchia dei rifiuti, come stabilito all’articolo 4 della direttiva 2008/98 / CE (come modificata di recente dalla direttiva 2018/851 / UE) per evitare indebite distorsioni dei mercati delle materie prime. Gli Stati membri non dovranno fornire alcun sostegno all’energia rinnovabile prodotta dall’incenerimento dei rifiuti, se gli obblighi di raccolta differenziata previsti dalla direttiva 2008/98 / CE non saranno soddisfatti (con i nuovi obiettivi verso l’alto a seguito delle ultime modifiche).

I regimi di sostegno all’energia rinnovabile dovrebbero essere concepiti tenendo debitamente conto della gerarchia dei rifiuti, come stabilito all’articolo 4 della direttiva 2008/98 / CE (come modificata di recente dalla direttiva 2018/851 / UE) per evitare indebite distorsioni dei mercati delle materie prime.

Gli Stati membri non dovranno fornire alcun sostegno all’energia rinnovabile prodotta dall’incenerimento dei rifiuti, se gli obblighi di raccolta differenziata previsti dalla direttiva 2008/98 / CE non sono stati rispettati (con i nuovi obiettivi verso l’alto a seguito delle ultime modifiche).